Cosa ti sei perso al padiglione Corea della Biennale 2017

“L’energia è realtà, se la realtà può esser descritta, non è più realtà. La realtà non è mai ciò che credi. L’esperienza coreana rimaneva nel mio subconscio, ma negli scorsi dieci anni sono cambiato. E anche la Corea è cambiata”

Cody Choi, intervista per il Counterbalance

Apriamo così questo approfondimento sul padiglione Corea presente alla Biennale di Arte di Venezia di quest’anno che si è appena conclusa il 26 novembre, con una delle tante, ma significative affermazioni di Cody Choi, artista protagonista dell’esposizione, assieme a Lee Wan.
Questo evento che si svolge annualmente è una tappa fondamentale per coloro che hanno a che fare con l’arte, come riuscire in un jackpot al casinò, metafora non casuale considerando l’aspetto esteriore dello spazio allestito nei Giardini della Serenissima per essere il padiglione coreano.
La struttura del padiglione Corea in generale è già affascinante a modo suo, ogni nazione si propone in un’area rigogliosamente verde e sfruttando un’estetica a proprio piacimento, ma da visitatrice che passa da una mostra all’altra, non ho potuto fare a meno di rimaner catturata dalla sua presentazione visiva. A primo impatto, considerando la numerosa presenza di alberi, non ho notato la scritta “Corea”, sono dovuta entrare direttamente per rendermi conto che si trattava di tale paese; in un secondo momento ho realizzato l’effettiva esistenza di una tale indicazione. Il visitatore non può fare altro che rimanere affascinata da una tale opera caratterizzata da una miriade di luci a neon, sotto il nome di Venetian Rhapsody-The power of bluff. Dietro tutto ciò, come del resto in tutte le sue altre proposte, troviamo la sua opinione su tutto, con una forte impronta biografica che condiziona e modula la mente dell’artista. Questi si riferisce a tale istallazione descrivendola con l’appellativo di Casino Capitalism, fonte di speranza o bruttezza artistica, mischiando elementi che ricordano esplicitamente Las Vegas e Macao, città del gambling che fanno sognare i frequentatori spinti da uno slancio venale e consumistico, caratteristici di quest’epoca.

Casino capitalism

Sotto le lettere illuminate della parola motel, salta all’occhio un dettaglio tagliente allo spettatore medio, ipnotizzato da tale provocazione, è forse il diretto interessato nel giudizio di Cody Choi, espresso nel cartello all’ingresso, non può far altro che entrare.
L’interno è composto da varie sale, le quali sono divise con l’altro artista sopra citato, Lee Wan, ma onde evitare un’eccessiva confusione passando da un argomento all’altro, direi di condurre linearmente un discorso su Cody Choi.
Nasce nel 1961, in una famiglia che, prima della sua venuta al mondo, vive lo sfondo drammatico della Corea sotto l’occupazione giapponese e la Guerra di Corea (1950-1953). Egli, invece, vive in pieno la modernizzazione coreana, quando la EUSA (Eighth United States Army) aveva una decisiva influenza sulla Corea. Tale circostanza viene costantemente in discussione da Choi, sia pensando al suo passato e sia esprimendosi sul presente, poiché tale processo, dal canto suo, non fa altro che portare un’occidentalizzazione nel paese, passando sottilmente grazie all’impatto sulla massa con riviste o abbigliamento. Nella sua arte si aggrappa ad esperienze vere, specie quella sperimentata negli USA, quando deve trasferirsi all’età di 22 anni in seguito alla bancarotta di suo padre, cercando fortuna altrove. Da tale periodo deriva il suo disincanto, rendendosi conto di quanto fosse fittizia e storpiata l’apparenza americana nella realtà coreana, avendo uno shock. Le vicissitudini non sono poche, ma la svolta arriva quando viene ammesso al Art Center College di Pasadena, in California. Ad ogni modo dove aspettare fino al momento in cui andrà a vivere a New York per far decollare la sua carriera, dove incomincia ad insegnare alla NY University nel 1994, la quale lo manda nel 2002 come docente in scambio presso la Ehwa Women’s University, esperienza che lo porta a ritornare nella madrepatria un anno dopo.
Questo bagaglio viene espresso in maniera eccellente attraverso i capolavori posti nello spazio interiore, come ad esempio la sua scultura The Thinker, il pensatore, che ricalca il modello di Rodin. Tale ispirazione non è casuale, visto che grazie al suo periodo all’estero ammette di esser riuscito a comprendere l’arte occidentale, gesto che lo porta di conseguenza a sfruttare tali conoscenze, mettendoci del suo.

Il pensatore

Il pensatore di Cody Choi a primo impatto, per colui che non ha idea di chi sia l’artefice, sembra essere seduto su un gabinetto. Intuizione azzeccata, infatti egli spiega a Jerry Saltz in un’intervista la sua relazione “costante” col bagno. Sin da piccolo ha avuto problemi intestinali, per via di una cicatrice presente sin dalla sua nascita, perciò sotto suggerimento della madre e della sorella, mentre era seduto dichiara di aver avuto l’abitudine di portarsi con sé libri da leggere. Pertanto egli si identifica col soggetto, il cui atto di pensare viene equiparato alla conoscenza del nulla, visto che se si conosce un qualcosa, non occorre perdere tempo nel rifletterci. “Digerire” e pensare sono posti quindi sullo stesso piano. Seguendo tale concept, si evince che il materiale non è per nulla casuale, visto che la carta igienica impiegata è assemblata e modulata con decine di migliaia di bottiglie di Pepto-Bismol, un digestivo.

Altra opera emblematica è Color Haze, connubio di arte visiva e musicale che, personalmente parlando, al di là di strappare un sorriso, lascia un pizzico di confusione al visitatore. Questi davanti a una qualunque tenda, non può altro che entrare e scoprire l’ignoto, che ha l’aspetto di un’istallazione composta da bicchieri vuoti, illuminati da una luce psichedelica che segue il ritmo delle note di Reality di Richard Sanderson. L’artista afferma di voler dimostrare quanto è facile che l’emozioni travolgano idee e pensieri, specie con un pezzo del genere, che chiunque ha ascoltato nella propria vita, benché per alcuni, talvolta, è comune riconoscere una canzone sentendola, piuttosto che memorizzarne il titolo.

Trovate davvero una vastità infinita di capolavori in questo luogo di questo artista, ma ora lasciamo spazio all’altra figura di rilievo del padiglione Corea, ovvero Lee Wan, classe 1979, nato e cresciuto a Seoul, intraprende la facoltà di scultura presso la Dongguk University. L’artista si rivela subito poliedrico, dilettandosi anche in altre forme artistiche come istallazioni, fotografia e video-documentari, come ha dimostrato con i suoi successi nel suo percorso artistico esponendo nel 2014 alla Biennale di Gwangju e col primo posto nella categoria Art Spectrum Artist organizzato dal Samsung Museum of Art. Tutto questo si evince anche in questa occasione, dove colpisce lo spettatore con il suo archivio Mr.K and the Collection of Korean History, dove traspare chiaramente il suo interesse per il modernismo della Corea, partendo dal 1870 e arrivando ai giorni nostri. L’artista pone le basi di questo progetto dal 2010, raccogliendo oggetti di vario genere, giornali, appunti, libri e via discorrendo inerente la politica e il potere coreano, benché egli ammetta che sin dall’infanzia porta con sé questa attrazione per oggetti vecchi, dai quali riesce a evocare un’incredibile profondità significativa. L’intento è stato quello di dare a tutto ciò un’organizzazione tale da poter comunicare una storia.

Mr.K and the Collection of Korean History 2

Mr.K and the Collection of Korean History 2

Dulcis in fundo, ma non per importanza è la sua istallazione Proper Time, composta a prima vista da una stanza con delle pareti tappezzate da orologi, ma facendo più attenzione si nota che le lancette di cada uno si muovono a velocità differenti e che dentro ognuno di essi è presente il profilo di una persona. Dietro a questo ambizioso progetto l’artefice ci porta davanti una domanda non scontata nell’epoca attuale, ossia “quanto tempo ci impiegano diversi individui da varie parti del mondo ad ottenere un pasto?”. Un’attenzione minuziosa del valore della vita in un sistema capitalista, come egli stesso dichiara, è stata possibile grazie all’opportunità che ha avuto di incontrare diverse persone e sentirne le storie, grazie a interviste online o nella vita reale. Ogni individuo viene presentato col suo nome, con la sua età, nazionalità, occupazione (o meno), entrate annuali di reddito e ricordi personali, presentando 670 profili diversi in semplici quattro pareti bianche. La magia di questo spettacolo sta nel meccanismo degli orologi, oltra all’idea visionaria alla base, ovvero sostituire il valore della velocità della luce con una formula fisica. Il costo medio di un pasto viene messo in relazione al GDP (Gross Domestic Product, il Prodotto Interno Lordo), il cui valore viene impostato sullo standard di 1. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione con ingegneri elettrici e programmatori. Ognuno è impostato sulla vita di un individuo con un moto diverso. La scelta del pasto verte attorno al semplice fatto che si tratta di una necessità universale, che trascende religioni, confini e classi sociali.

proper time

Altre opere sono state presentate, degne di nota, ma vorrei concludere qua, con la speranza di suscitare curiosità nel pubblico lettore, ma soprattutto per stimolarvi a non mancare alla prossima edizione della Biennale, evento decisamente meritevole.

Scritto da Chiara Garbagnati

IMAGING KOREA Oltre i Popoli, la Terra ed il Tempo

 

imaging Korea

IMAGING KOREA – Oltre i Popoli, la Terra ed il Tempo”, un tour che è partito da Budapest, per iniziativa dell’Istituto Culturale Coreano in Ungheria, dopo aver proseguito per la Germania, la Polonia, il Belgio, il Kazakhsta e la Spagna, il 23 novembre finalmente sbarcherà a Roma, in Via Nomentana 12, Istituto Culturale Coreano. 

Si tratta di un racconto unico e spettacolare della Corea, narrato da sette rappresentanti della fotografia documentaria coreana, KANG Woongu, KWON Taegyun, KIM Jungman, PARK Jongwoo, LEE Gapchul, CHO Daeyeon, e SEO Heunkang. Un racconto che trasporterà il visitatore in un viaggio verso alcuni angoli della Corea e della sua cultura, che in pochissimi conoscono.

 La fotografia documentaria è la materializzazione di un momento catturato nel tempo, rendendolo immortale. <IMAGING KOREA – Oltre i Popoli, la Terra ed il Tempo> illustra opere all’apice di tale “materializzazione del tempo” che non sono state mai viste prima e che potrebbero non essere più mostrate al mondo. La presente mostra, che racchiude in un solo luogo 50 fotografie di una splendida potenza in termini di documentazione ed arte, illustra con facilità la vita trascorsa tra tradizioni, cultura, natura e storia coreana dei diversi fotografi con prospettive diverse.

I fotografi dipingono potenti raffigurazioni di incantevoli paesaggi, del tocco esperto degli artigiani, e di scene di vita in palazzi reali, in templi, in siti storici, nella zona demilitarizzata con la sua realtà di divisione nazionale ed in luoghi comuni. Ritraggono i tempi in cui cultura e tradizione coreana, basati sull’agricoltura, erano al loro massimo splendore, ed il loro periodo di recessione graduale, includendo le persone che hanno vissuto e tuttora vivono in quei tempi. <IMAGING KOREA – Oltre i Popoli, la Terra ed il Tempo> è il linguaggio lirico stesso delle rappresentazioni della Corea passata, delle sue radici e del suo presente, reminiscenze che desidereremo ardentemente e con cui il mondo si può immedesimare.

Info

Inaugurazione: Mercoledì 22 Novembre 2017 ore 19.00

Periodo di apertura: 23 Novembre – 21 dicembre 2017

Sede: Istituto Culturale Coreano, Via Nomentana 12, 00161 Roma. / Paino 1

Orari: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 17.

Regno di Silla

Nell’antica Corea ci fu un’epoca chiamata “periodo dei tre regni”; tre stati in competizione tra loro per il potere: Gogurjeo, Baekje e Silla.
Silla fu il regno più importante che segnò la storia coreana.

Corea durante il periodo dei "Tre regni" - da koreaaward

Corea durante il periodo dei “Tre regni” – da koreaaward

Silla fu fondata nel 57 a.C. da Park Hyokkose e occupava la parte sud orientale della penisola coreana.
Dei tre regni, Silla fu il meno evoluto ma, nel corso del tempo, dopo una serie di conquiste territoriali si fortificò tanto da destare paura agli altri regni.
Infatti dopo violente battaglie i due regni Baekje e Goguryeo furono sottomesse a Silla nel 660 e nel 668.

Figure importanti del regno di Silla furono gli Hwarang, un gruppo di giovani maschi appartenenti alla nobiltà coreana di quel tempo.
Gli Hwarang, chiamati anche cavalieri della notte, avevano cinque regole da seguire:
– fedeltà al proprio Signore
– pietà filiale verso i genitori propri e degli altri
– fiducia e fedeltà tra camerati
– mai ritirarsi in battaglia
– non uccidere indiscriminatamente

Hwarang (da timetree)

Hwarang (da timetree)

Le idee Hwarang hanno influenzato l’arte coreana ad oggi.

Seconda figura molto importante e valorizzata ad oggi è la regina Seondeok.
Quando il ventesimo re di Silla morì, non avendo lasciato un erede maschio, fu proprio la figlia a salire al trono e fu la prima regina coreana nella storia.
Quando Seondeok divenne sovrana di Silla nel 632 regnava ancora la guerra tra i tre regni e in tutto questo trambusto la popolazione fu molto sfavorevole ad un sovrano donna.
Ben presto si fece apprezzare.

seondeok

Seondeok (da Corea.it)

Fu proprio grazie alla saggezza riconosciuta alla regina a destare la stabilità sociale nel Paese attraverso la cultura e la pace dei tre regni affinché si unissero senza più controversie. E così avvenne.

La regina Seondeok venne ricordata per aver fatto azioni di buonismo verso i suoi sudditi e per aver mandato un monaco buddista e altri studenti a studiare buddismo in Cina. Quando il monaco ritornò dalla Cina chiese la costruzione di una “pagode” e la regina acconsentì.
Si ricorda la regina anche perché durante il suo trono fu costruito il più antico osservatorio astronomico.

Dopo sedici anni di regno fu uccisa travolta da una rivolta (…) ma il suo sogno di tenere unificati i tre regni non svanì e venne lasciato in eredità al futuro ventinovesimo re di Silla, nonché suo nipote.

Autore: Maya

Fonte: Corea.it, Wesmile,

Templi e siti di interesse ad ingresso gratuito in Luglio

I palazzi e complessi tombali più conosciuti della Corea saranno ad ingresso gratuito per il mese di Luglio.
Changgyeong Palace
La direzione dei beni culturali della Corea ha annunciato Mercoledi che i quattro palazzi reali Changdeok (escluso il giardino segreto), Changgyeong, Deoksu e Gyeongbok, i complessi tombali regali e l’altare reale di Jongmyo potranno essere visitati gratuitamente.
Un’ottima occasione per visitare alcuni dei monumenti più belli di Seul!
(src Chosun Ilbo)

Eventi e festival in Corea Maggio 2015

 

Il mese di maggio sarà pieno di manifestazioni ed eventi all’insegna del cibo, della natura e dell’arte. Qui sotto troverete un elenco e come potete vedere c’è solo l’imbarazzo della scelta. Cliccando sul nome del festival troverete maggior informazioni sul sito ufficiale del ministero del turismo della Corea del Sud.

Festival Start End City/County/
District
Region
Bitnoriya in Yeosu 12.19.2014 05.10.2015 Yeosu-si Jeollanam-do
Yangpyeong Strawberry Festival 12.09.2014 05.31.2015 Yangpyeong-gun Gyeonggi-do
Spring Festival of The Garden of Morning Calm 04.18.2015 05.31.2015  Gapyeong-gun Gyeonggi-do
Gochang Green Barley Field Festival 04.18.2015 05.10.2015 Gochang-gun Jeollabuk-do
Gyeonggi International CeraMIX Biennale 04.24.2015 05.31.2015 Icheon-si Gyeonggi-do
  Gwangju Royal Ceramic Festival 04.24.2015 05.17.2015 Gwangju-si Gyeonggi-do
Icheon Ceramic Festival 04.24.2015 05.17.2015 Icheon-si Gyeonggi-do
Yeoju Ceramic Festival 04.24.2015 05.17.2015 Yeoju-si Gyeonggi-do
Gaya Culture Festival 04.29.2015 05.03.2015 Gimhae-si Gyeongsangnam-do
C-Festival 04.30.2015 05.10.2015 Gamgnam-gu Seoul
Jeonju International Film Festival 04.30.2015 05.09.2015 Jeonju-si Jeollabuk-do
Hampyeong Butterfly Festival 05.01.2015 05.10.2015 Hampyeong-gun Jeollanam-do
Buan Masil Festival 05.2015 planned 05.2015 planned Buan-gun Jeollabuk-do
Busan Lotus Lantern Festival 05.01.2015 05.25.2015 Dong-gu Busan
Seongbuk Multicultural Food Festival 05.2015 planned 05.2015 planned Seongbuk-gu Seoul
Boseong Green Tea Festival 05.22.2015 05.26.2015 Boseong-gun Jeollanam-do
Sancheong Medicinal Herb Festival 05.01.2015 05.10.2015 Sancheong-gun Gyeongsangnam-do
Yeoncheon Jeongok-ri Paleolithic Festival 05.2015 planned 05.2015 planned Yeoncheon-gun Gyeonggi-do
Damyang Bamboo Festival 05.01.2015 05.05.2015 Damnyang-gun Jeollanam-do
Mungyeong Traditional Chasabal Festival 05.01.2015 05.10.2015 Mungyeong-si Gyeongsangbuk-do
Colorful Daegu Festival 05.01.2015 05.05.2015 Jung-gu Daegu-si
Jarasum Fireworks Festival 05.01.2015 05.04.2015 Gapyeong-gun Gyeonggi-do
Yongmunsan Wild Herbs and Vegetables Festival 05.01.2015 05.03.2015 Yangpyeong-gun Gyeonggi-do
Hapcheon Hwangmaesan Royal Azalea Festival 05.01.2015 05.17.2015 Hapcheon-gun Gyeongsangnam-do
Ansan Street Arts Festival 05.01.2015 05.03.2015 Ansan-si Gyeonggi-do
Ulsan Onggi Festival 05.02.2015 05.05.2015 Ulju-gun Ulsan
Seoul Friendship Fair 05.02.2015 05.03.2015 Jung-gu Seoul
Jongmyodaeje
(Royal Ancestral Memorial Rite of Joseon)
05.03.2015 05.03.2015 Jongno-gu Seoul
Ulsan Soeburi Cultural Festival 05.15.2015 05.17.2015 Buk-gu Ulsan
Lotus Lantern Festival 05.15.2015 05.17.2015  Jongno-gu Seoul
Yeongju Seonbi Culture Festival 05.20.2015 05.24.2015 Yeongju-si Gyeongsangbuk-do
Hadong Wild Tea Cultural Festival 05.22.2015 05.25.2015 Hadong-gun Gyeongsangnam-do
International Rose Festival Gokseong 05.22.2015 05.31.2015 Gokseong-gun Jeollanam-do
Namwon Chunhyang Festival 05.22.2015 05.25.2015 Namwon-si Jeollabuk-do
Seoul International Cartoon & Animation Festival 05.23.2015 05.28.2015 Jung-gu Seoul
Ulsan Grand Park Rose Festival 05.23.2015 05.31.2015 Nam-gu Ulsan
Chuncheon International Mime Festival 05.24.2015 05.31.2015 Chuncheon-si Gangwon-do
Eumseong Pumba Festival 05.28.2015 05.31.2015 Eumseong-gun Chungcheongbuk-do
Ulsan Whale Festival 05.28.2015 05.31.2015 Nam-gu Ulsan
Hansan Ramie Fabric Cultural Festival 06.11.2015 06.14.2015 Seocheon-gun Chungcheongnam-do
Ultra Music Festival Korea 06.12.2015 06.13.2015 Songpa-gu Seoul
Gangneung Danoje Festival 06.16.2015 06.23.2015 Gangneung-si Gangwon-do

Src: visitkorea